Premessa, fortissima premessa, che in teoria vale per questo come per molti post che farò in futuro: io non sono uno scienziato. Neanche lontanamente. Eppure, ragionando a spanne, sono riuscito a rovinarmi una delle cose preferite della mia vita: i film su, i telefilm su, i telefilm con alcune puntate su, e i libri su, i viaggi nel tempo. Per cui farò una seconda premessa: se le storie basate sui viaggi nel tempo sono la vostra ragione di vita, non leggete oltre e dimenticatevi dell'esistenza di questo post. Basta la mia, di tristezza, per non riuscire più a godermi appieno certe fantastiche storie.
Il perché è presto detto: per quanto la scienza vera, ufficiale e molto più intelligente di me si affanni nel cercare una risposta al come sia possibile viaggiare nel tempo - e magari anche al come sia possibile spiegarne i paradossi che ne deriverebbero -, io sono andato in un'altra direzione e ho raggiunto una conclusione apparentemente logica.
Non si può: e non perché io sia (benché lo sia stato in passato) un sostenitore del Principio di Autoconsistenza di Novikov, che pure è estremamente chiaro nello spiegare il "paradosso del nonno". In parole povere, chiunque vada nel passato per alterare gli elementi che hanno portato alla sua nascita è destinato a fallire, poiché se il suo piano avesse successo egli non potrebbe mai nascere per portarlo a termine. Per cui, a-cronologicamente parlando, il suo tentativo ha già avuto luogo ed è già fallito prima della sua stessa nascita, che è avvenuta in conseguenza di quel fallimento.
Ciò che non mi piace a riguardo di questo Principio, è l'insita idea di destino che si porta dietro. Apparirebbe perfettamente logico che nell'ottica della dimensione temporale, gli eventi siano complessivamente determinati in entrambe le direzioni: passato e futuro. Ma questo vorrebbe anche dire che non abbiamo alcun libero arbitrio, poiché le nostre azioni sono già fisse ed immutabili nel momento in cui le compiamo, frutto della catena di eventi che dal passato corre verso il futuro senza che per noi vi sia possibilità di liberarcene. E d'altra parte non potrebbe che essere così, nel momento in cui, da esseri tridimensionali quali siamo, esperiamo la dimensione temporale nell'unico modo possibile per noi: un momento tridimensionale dopo l'altro (una buona esemplificazione la si può derivare dal video in cui Carl Sagan spiega la quarta dimensione).
Eppure proprio questo concetto degli esseri tridimensionali in balìa della dimensione tempo, non può che, nella mia limitatissima mente, apparire un controsenso. Se siamo esseri tridimensionali, se attraversiamo il tempo per poterlo esperire (o meglio, veniamo trascinati attraverso il tempo da forze al di fuori del nostro controllo), un ipotetico viaggio nel passato non ci porterebbe ad incontrare noi stessi, né la Terra che fu. Nulla di ciò che nei libri di storia abbiamo imparato sarebbe mai raggiungibile, e questo perché tutto ciò che abbiamo letto in quei libri altro non è che un resoconto, fatto da esseri tridimensionali, per altri esseri tridimensionali, di attimi di tempo che sono già stati attraversati.
La nostra "Storia" è tridimensionale quanto noi, e procedendo fino ad oggi, l'eco di ciò che è stato è presente nell'esatto istante che noi, di volta in volta, definiamo come il presente. Gli atomi di cui siamo composti non possono esistere in più punti della dimensione temporale, perché così come non possiamo essere contemporaneamente in un punto x ed in un punto x1 (a meno di non essere abbastanza grandi da occuparli entrambi), allo stesso modo, se veniamo trascinati lungo il tempo, non saremo mai nello stesso momento in un punto t ed in un punto t1.
La Terra si comporterà di conseguenza, e probabilmente anche tutta quella parte di Universo che si trova nella nostra stessa fase temporale. Viaggiare nel tempo, se fosse possibile, vorrebbe quindi dire imbattersi in galassie che ci seguono o ci precedono nella dimensione Tempo. Non il nostro passato nè il nostro futuro quindi, ma qualcosa d'altro che esiste ad una data distanza da noi nella direzione che definiamo 'futuro' o in quella che chiamiamo 'passato'.
Sembrerebbe persino logico: nessun paradosso del nonno, nessuna rottura di principi termodinamici, nessuna dimensione parallela ad intervenire per ipotizzare un multiverso di scelte possibili.
Alla fine di tutto questo, conscio di aver generato un certo scetticismo (sia su questa teoria che sulla mia sanità mentale), se anche voleste rigettare tutto quanto fin qui ho scritto, vi rovinerò comunque il prossimo film sui viaggi nel tempo: ok, ammettiamo che si possano fare e che tutto quanto sia scritto qua sopra non abbia alcun senso. La Terra, comunque, si muove attorno al Sole. Viaggiare indietro nel tempo presupporrebbe anche un calcolo per evitare di sbucare, nel passato, in un punto vuoto del sistema solare.



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