giovedì 8 giugno 2017

Magari siamo soli nell'universo.

Una di quelle verità alle quali molti tendono a credere praticamente per fede, è che vi siano altre razze intelligenti nell'universo. Il ragionamento procede più o meno così: l'universo è così grande che vuoi non ci sia nessun'altro? E ammetto che, fino a qualche anno fa, era esattamente il modo in cui la vedevo io.

Questa mia fede nella comunità intergalattica ha però subìto una sua brusca battuta d'arresto nel momento in cui ho saputo del Paradosso di Fermi. Cercherò di riportarlo in brevissimo (ma leggetevelo perché è assai interessante): stante la quantità incommensurabile di sistemi solari e di pianeti potenzialmente adatti alla vita, anche ipotizzando un numero estremamente basso di civiltà avanzate quanto o più della nostra in questi sistemi e pianeti, nella nostra zona di ascolto dovrebbe comunque esserci abbastanza casino da non lasciare dubbi. Invece, c'è un certo silenzio.



Una delle spiegazioni che viene fornita per questo Paradosso è quella del Grande Filtro: qualcosa impedisce alle civiltà di evolversi, o almeno di farlo abbastanza da poter rendere la loro presenza manifesta alle altre. Ora, il punto è che questo Grande Filtro, se esiste, esercita o eserciterà la sua influenza anche sulla razza umana. Di conseguenza, le possibilità che si pongono davanti a noi sono:
1) Siamo arrivati al nostro stadio tecnologico prima di chiunque altro nell'universo. Questo potrebbe anche voler dire che non c'è alcun filtro e che tutti prima o poi ci raggiungeranno, e formeremo la comunità intergalattica di cui parlavo (sono inguaribilmente ottimista e, soprattutto, Trekker). Sarebbe però piuttosto ingenuo ritenere questa evenienza la più probabile, perché il nostro sole ed il nostro pianeta sono incredibilmente giovani rispetto ad altri, e la nostra razza prospera su questo pallido puntino blu da quelli che, in termini cosmici, sono pochi minuti.

2) Il nostro stadio di sviluppo è incredibilmente raro. Il Grande Filtro esiste, lo abbiamo superato noi e pochissimi altri, e quindi nelle vastità del cazzo che ce ne freg dell'universo non siamo ancora riusciti a trovarci reciprocamente.

Anche questo però si scontra con la dura realtà dei fatti: siamo dei neonati cosmici, dovremmo ammettere che lo siano più o meno anche gli altri, o in alternativa che siano davvero pochissimi, così distanti che non riusciamo a vedere nemmeno le superciviltà avanti di milioni di anni rispetto a noi.

3) Il Grande Filtro è davanti a noi. Non una bella prospettiva. Tutte le razze che ci hanno preceduto sono riuscite in qualche modo ad arrivare dove siamo noi adesso, ma successivamente sono state distrutte - si sono autodistrutte - si sono estinte. Spiegherebbe perché non abbiamo notizie dei nostri vicini galattici.

È d'uopo fare alcune considerazioni su questi tre punti, che comunque rimangono solo speculazioni sulla base di ipotesi e di praticamente nessun dato scientifico (al massimo sulla assenza di dati scientifici, appunto). Riguardo il punto 1, magari siamo gli unici ad aver sviluppato un interesse per l'esplorazione degli spazi al di là del nostro pianeta, e/o siamo gli unici ad utilizzare le onde radio per comunicare. Ci sono altre civiltà là fuori, ma sono confinate nei loro sistemi o semplicemente parlano utilizzando metodi che non riusciamo a captare. Riguardo il punto 2, a pensarci bene sull'unico campione di civiltà cosmiche che conosciamo (soltanto una, la nostra), abbiamo già un esempio di "razza evolutasi fortuitamente": se un asteroide non avesse spazzato via i dinosauri, molto probabilmente l'uomo non sarebbe mai esistito. E aggiungo: dato che ne è arrivato uno, se un asteroide fosse arrivato durante l'era dell'uomo, forse ci saremmo estinti. Vero è che questo potrebbe rappresentare una seria minaccia al nostro pianeta anche oggi, e se ci fermiamo a riflettere l'argomento diventa piuttosto curioso: grazie allo stadio tecnologico che abbiamo raggiunto, siamo ipoteticamente in grado di salvare il nostro pianeta da un evento apocalittico come l'impatto di un meteorite. Ma se già dicevamo di essere dei neonati galattici, cosa dire delle nostre difese tecnologiche, che sono spuntate solo nell'ultimo secolo della nostra Storia? Forse siamo stati solo fortunati, e non ci sono altre razze nell'universo che abbiano goduto di ere sufficientemente stabili da evolvere le proprie difese contro le grandi catastrofi.

E arriviamo al punto 3. Quello che la statistica dovrebbe suggerirci essere il più probabile. Cosa ha distrutto altri e potrebbe distruggere anche noi? Faremo tutto da soli (e le armi nucleari dimostrano che potremmo benissimo se solo fossimo così stupidi da volerlo fare sul serio)? Ci sono pericoli così rari o invisibili per i quali non svilupperemo mai né teorie né difese? La speculazione diventa eccessiva ed è difficile spingersi oltre. Soltanto in un futuro ad oggi remoto, se continuiamo sulla strada dell'esplorazione, potremo avere queste risposte. Finora non abbiamo trovato nemmeno dei rottami alieni e quindi, nonostante tutto, il punto 3 potrebbe essere errato.

O magari, davvero, per una serie di ragioni che attraversano tutti e tre i punti... siamo soli nell'universo. Tetra prospettiva, ma almeno sappiamo di doverci dar da fare a colonizzarlo.

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